GIRAMONDO

VIAGGIO IN  ALBANIA (download testo 213 kb)
BENVENUTI : MIRËSEARDHUR   
Tanti ragazzi che ho conosciuto nelle scuole italiane vengono da Scutari, città dell’Albania del Nord, o dalle zone attorno.
 
Inoltre, l’Università di Scutari collabora da anni al portale “Crocus”: per questi due motivi sono anni che desideravo visitare questa città.
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IL CENTRO DONNA - Qendra e Gruas
Finalmente sono a Scutari: in questo momento mi trovo al Centro Donna “Passi Leggeri”, una bellissima associazione di donne che tiene corsi di formazione per altre donne per imparare a fare tante cose interessanti: ad usare il computer, a cucinare dolci tradizionali albanesi o pizze all’italiana, a fare vestiti, a parlare inglese o italiano… 
Nel Centro c’è anche una ludoteca per i più piccoli, che la sera viene utilizzata dai ragazzi della città per prove con strumenti musicali o da altre associazioni per incontri e feste.
 
Non è facile organizzare queste iniziative: purtroppo a Scutari spesso l’elettricità manca per ore e quindi saltano i corsi di computer, oppure non si può usare il forno elettrico per il corso di pasticceria. Oppure la sera, che cala presto in inverno, si rimane al buio già alle 5 e si continuano gli incontri a lume di candela… 
In questo momento sto scrivendo sul computer portatile che ha le batterie, a lume di candela, appunto: modernità e tradizione in una stanza di una città caratterizzata dalla convivenza di modernità e tradizione.
Scherzando, le ragazze che organizzano le attività del Centro Donna dicono che a Scutari si parla dell’elettricità che va e che viene come in Italia si parla del tempo che fa.

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LA CITTA' DI SCUTARI 
Il clima è mite e nelle case non è previsto il riscaldamento, come in tante case del sud d’Italia, ma nei mesi invernali un po’ freddo è.
In compenso la città è molto carina, con il centro caratterizzato da basse case in stile liberty, costruite fra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. 
Tutto attorno ci sono le case alte e squadrate tipiche dell’epoca del regime socialista, a volte ridipinte a colori vivaci, a volte in decadimento.

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ALCUNI DATI SU SCUTARI
Il distretto (Rrethi) di Scutari comprende 134 villaggi con una popolazione di circa 236.454 abitanti, di cui circa 108.654 risiedono nel Comune (Bashkia). La popolazione rurale rappresenta quindi circa il 64% della popolazione scutarina.

Popolazione del Comune di Scutari  

Abitanti (Bashkia)   Maschi   Femmine   Famiglie  
108.654   54.282   54.372   34.127
La municipalità di Scutari è costituita da 5 circoscrizioni (Rajoni) ed ogni Rajone è suddiviso in quartieri (Lagje). Ogni quartiere ha un suo rappresentante, nominato dal comune.  
A Scutari convivono tre fedi religiose.

 La religione cattolica è maggioritaria nelle aree rurali (quelle che, per il loro isolamento, sono sfuggite alla conversione durante il dominio ottomano);

in città è di poco maggioritaria la componente musulmana ed è anche presente una minoranza ortodossa.  

Dopo anni durante i quali il regime aveva imposto l’ateismo, le fedi religiose stanno riprendendo vigore e l’appartenenza religiosa in alcuni casi rischia di generare divisioni e tensioni sociali. 

(I dati e le osservazioni di questo paragrafo sono riprese da una ricerca condotta dalle ricercatrici del “Centro Donna” svolta nel 2002.)

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IL QUARTIERE DEI MAJYP 

La città è dominata da un maestoso castello in pietra in cima ad una ripida collina formata di grandi massi grigi.
Su questa collina si trova il quartiere Liria, abitato da una minoranza etnica, i Majyp, di antichissima origine egiziana, venuti come fabbri a lavorare in Albania ai tempi in cui il castello fu costruito. Data la loro grande abilità nel lavorare il ferro, avevano impiantato le loro residenze accanto al castello e fabbricavano le armi per i suoi cavalieri.
Astrit, il presidente dell’Associazione dei Majyp, ci racconta che i quartieri dei Majyp si trovano sempre vicino ai castelli di tutta la zona, anche in Macedonia ed in Yugoslavia, oltre che in Albania, perché i Majyp erano utilizzati per i lavori pesanti, oltre a quello di fabbricare le armi.  

 

Con amarezza Astrit ci dice che i Majyp sono degli “schiavi slegati”, che vivono ancora oggi in una situazione di estrema difficoltà.
Camminando per i ripidi sentieri ritagliati sulla pietra scivolosa, fra casette di pietra in cui ogni persona ha a sua disposizione al massimo 2 metri quadrati, si vedono le dure condizioni di vita dettate dalla disoccupazione. La sera, passando, il quartiere dei Majyp sembra invece un romantico presepe, con una lampadina davanti ad ognuna delle casette arrampicate sulle rocce.

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UNA CITTA' SULL'ACQUA
Una ricerca dell’Università di Architettura di Firenze ha mostrato che Scutari in origine era una città con una struttura simile a Venezia. Oltre all’architettura di alcune case, i colori rosa, rosa salmone, rosso, ocra… che ricordano Venezia anche a chi se ne intende poco, si capisce che la città è caratterizzata da un forte rapporto con l’acqua. 
La strada che viene da Tirana (la capitale dell’Albania) prima di arrivare a Scutari corre a lungo affiancata da un grande fiume, largo quanto il Po. Più avanti, proprio quando si vedono le prime case di Scutari e la grande collina con il castello, si è tutti circondati dall’acqua: il fiume Buna esce dal grandissimo lago di Scutari, scorre per pochi chilometri e si getta nel fiume Drin, quello che costeggiava la strada. Mi ricordavo il nome del fiume Drin da quando andavo alle elementari, forse perché è un nome simpatico.
Il lago di Scutari si trova per metà in Albania e per metà in Macedonia, ed infatti siamo a pochi chilometri dal confine. Il lago non ha un fiume immissario, ma solo il grande fiume Buna che ne esce, chissà da quali fiumi sotterranei è alimentato: è un lago davvero imponente. Dovunque si vada, anche nei villaggi vicini alla città, tutte le strade corrono lungo le rive del lago. Gli abitanti dei villaggi sono molto calorosi, mentre passeggi lungo il lago, tutti ti salutano, anche se in dicembre non ci sono turisti.
Nel villaggio Shiroka, subito fuori Scutari, saliamo ad una grande chiesa dove un gruppo  di bambini sta facendo le prove per la recita di Natale, che si conclude con il coro di “Tu scendi dalle stelle”, in albanese. E’ sera, attorno alla chiesa è tutto buio perché manca di nuovo la luce, dalle finestre delle case si vedono le candele, ma la chiesa ha un generatore che produce elettricità, come quelli che utilizzano le bancarelle dei mercati in Italia ed anche qui l’effetto presepe è molto forte.
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IL CASTELLO 
Situata in cima ad un’aspra collina pietrosa, la Fortezza di Rozafat copre 3 ettari e mezzo di superficie. Il sito fu abitato fin dall’età del bronzo (2000 a. C.). Nel IV secolo a. C. inizia la vita urbana a Scutari: le prime abitazioni vennero costituite alla base della collina sulla cui cima venne eretta l’Acropoli.

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GRAZIE : FALEMINDERIT

E PER FINIRE: ALCUNE NOTE SULL'ALBANIA IN GENERALE
Nome ufficiale: Repubblica di Albania
Popolazione: 3.300.000  abitanti
Capitale: Tirana
Indice di crescita demografica: 0,3% all’anno.
Lingua ufficiale: albanese
Moneta: Leke (Attualmente, un Euro corrisponde a 140 Lek)
Religioni: musulmana 70%, ortodossa 20%, cattolica 10%.
Speranza di vita: maschi: 68,5 (2001), femmine: 74,3 (2001)
Tasso di fecondità: 15,6 (2001)
Tasso di mortalità infantile: 19,5 per 1.000 nascite (2001)
Tasso di mortalità materna: 20,1 per 100.000 nascite (2001)
 
L’Albania è il paese d’Europa con la popolazione più giovane: secondo i dati 2001, il 34,1% della popolazione è al di sotto dei 14 anni e solo l’8,6% ha più di 60 anni.
 
Superficie  

Distretti

Città   Villaggi  
28.748 m2   37   74   2962  
Abitanti   Maschi Femmine Popolazione urbana Popolazione rurale
3.300.000   1.643.400   1.656.600   1.389.300   1.907.400  

ARRIVEDERCI : MIRUPAFSHIM - RIPARTIAMO DA TIRANA, LA CAPITALE

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